Bufera sulla Sanità siciliana per un audio del dirigente: “Aggiornate i dati sui posti di Rianimazione”

1 settimana ago admin 0

di Gioacchino Amato, salvo catalano 

Il ministro Boccia: "Frasi inaccettabili, faremo accertamenti". Pd e Cinquestelle: "Indaghi la magistratura". L'assessore si difende: "Cifre corrette, reparti effettivamente attivati". Musumeci: "Mandate quanti ispettori volete" 

"Non sento c... perché oggi faranno le valutazioni (dal ministero, ndr) e in funzione dei posti letto in terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede". L'audio Whatsapp ha la data del 4 novembre, il giorno nel quale la Sicilia diventerà arancione. L'autore è il direttore generale del dipartimento Salute Mario La Rocca che lo inserisce nella chat di lavoro dei funzionari che si occupano di inserire i dati ufficiali che servono da base per elaborare molti dei 21 parametri che decidono il "colore" delle varie Regioni secondo il grado di diffusione dei contagi e la tenuta delle strutture sanitarie.

Ma l'audio finisce pubblicato dal quotidiano La Sicilia e la bufera investe l'assessorato regionale ala Sanità e il suo vertice, Ruggero Razza, già da tempo "osservato speciale" proprio sui numeri delle terapie intensive realmente disponibili. Nella stessa chat La Rocca rincarava la dose: "Appena stasera ci chiudono, ognuno sarà responsabile di quello che la Sicilia subirà in termini di restrizioni". Da stamattina la polemica su quest'audio monta sempre di più tanto che a metà mattinata il ministero della Salute dispone l'invio di personale tecnico e carabinieri del Nas in Sicilia per vederci chiaro.

Il ministro Boccia: "Inaccettabile"

A stretto giro interviene con una nota ufficiale il ministro degli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, annunciando "accertamenti immediati". "I cittadini devono poter aver fiducia totale nelle istituzioni - afferma il minisro - in particolare durante una pandemia che ha messo in crisi il mondo intero. L'audio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca, è grave e inaccettabile; non è possibile che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi. Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati covid".

"La differenziazione in zone - continua il ministro - non è una punizione o una pagella, ma un'assunzione comune di responsabilità; e il virus non deve essere considerato una colpa né per i territori né per i contagiati. Se ci sono criticità si interviene insieme, come è sempre avvenuto in questi mesi difficili, se mancano i medici lo si comunica e lo Stato attraverso la Protezione civile si attiva in tempo reale, come fatto per altre Regioni, se mancano materiali o attrezzature si invia immediatamente tutto il necessario. Non si alterano i posti letto di terapia intensiva perché si fa un danno ai cittadini". Boccia conclude: "Il governo attraverso il Ministro Speranza si è già attivato per l'invio immediato a Palermo degli ispettori, non possiamo perdere neanche un momento e sono convinto che ci sarà la piena collaborazione della Regione. Il meccanismo messo in pratica in queste settimane e condiviso da governo, Regioni e scienziati, sta producendo i primi effetti positivi. Non possiamo vanificare tutto per l'inadeguatezza di qualcuno". 

Musumeci: "Mandate quanti ispettori volete"

“La Sicilia è governata da persone perbene - risponde il presidente della Regione, Nello Musumeci - E questo dovrebbe averlo già capito il ministro Boccia. Abbiamo chiesto noi a Roma, ormai una settimana addietro, che si mandino dieci-cento ispettori per fare chiarezza sulla gestione dei numeri nella gestione dell'epidemia in Sicilia: non temiamo alcun controllo e mettiamo così fine a ogni tentativo di speculazione. Per noi leale collaborazione istituzionale significa questo. E come sa Boccia non ci siamo mai sottratti al rispetto di questo principio. Stiamo vivendo una terribile pandemia, un'emergenza sanitaria mondiale senza precedenti, nella quale salvaguardare vite umane dovrebbe essere in politica il primo impegno di tutti, anche in Sicilia, al di là delle appartenenze. L’appello all’unità d’intenti del capo dello Stato per noi è molto chiaro. Spero lo sia per tutti”.

L'assessore: "I nostri dati sono esatti, controllino pure"

"I nostri dati sono la certificazione della realtà, altrimenti si commetterebbe un reato. Stiamo mettendo in croce un direttore generale che pretende semplicemente che gli impegni assunti dai direttori delle aziende siano mantenuti. E siccome chi teme controlli teme la verità, ho chiesto stamattina al ministero una verifica sul campo attraverso i Nas dei carabinieri".

L'assessore regionale alla Salute intanto convoca una conferenza stampa a Catania e interviene sulla vicenda. Razza definisce "meritoria" la sferzata di La Rocca ai manager. "Ha detto una cosa banale - sottolinea l'assessore - Uno dei parametri su cu sui si valutano i rischi è il livello di ospedalizzazione. I direttori delle aziende avevano sottoscritto degli impegni rispetto allo step del 15 novembre e quegli impegni si dovevano rispettare". Anche con oltre dieci giorni di anticipo, visto che quel giorno, il 4 novembre, sarebbe arrivato il verdetto da Roma sul colore della Sicilia. "Siamo stati previdenti - precisa Razza - così come adesso posso garantire che anche gli impegni assunti rispetto allo step del 30 novembre saranno rispettati, probabilmente in anticipo".

L'assessore va dunque al contrattacco, giurando sulla veridicità di quei dati, nonostante secondo il sindacato Cimo tra i numeri ufficiali della regione sui letti in rianimazione e la realtà ci sia una differenza di circa 200 posti. "Non entro in polemiche politiche e sindacali", commenta Razza, che però precisa: "I dati inviati da noi al ministero (poco meno di 800 posti letto ndr) comprendono quelli attivi e quelli già individuati e attivabili entro 48 ore". A ulteriore conferma, l'assessore ricorda come i dati caricati dalla Regione attraverso le aziende sanitarie coincidano oggi con quelli della piattaforma Siaarti, la Società italiana di anestesia e rianimazione. "I loro dati arrivano direttamente dai reparti di terapia intensiva e coincidono perfettamente con i nostri".

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